Trattamento cicatrici da acne

Le lesioni infiammatorie persistenti e non trattate da acne possono comportare vari gradi di cicatrici permanenti. Ci sono due importanti categorie di cicatrici da acne, che si differenziano a seconda che vi sia una perdita o un accumulo di collagene (atrofiche o ipertrofiche). Dall’80 al 90% dei pazienti affetti da cicatrice da acne presenta cicatrici atrofiche a dispetto, quindi, di una minoranza che mostra cicatrici ipertrofiche e cheloidee. Le cicatrici atrofiche, a loro volta, sono classificate in tre varietà a seconda del loro aspetto.

Molti tipi di trattamento sono stati proposti per migliorare l’aspetto estetico di tali cicatrici, che causano grande stress per il paziente; tra questi: peeling chimici, dermoabrasione, incisioni subcuticolare, infiltrazione con filler dermici e, più recentemente, il laser frazionato non ablativo.

Il resurfacing con il laser costitusce uno dei metodi migliori per ridurre le cicatrici da acne. I trattamenti possono essere ablativi o non ablativi. La scelta dipende dalla gravità clinica del quadro, dalle preferenze del paziente e dalle sue aspettative, in termini di numero di sedute e periodo di recupero.

  • Il resurfacing ablativo è l’ideale per pazienti che ricercano un miglioramento drammatico in un’unica seduta. È però caratterizzato da un recupero più impegnativo
  • Il resurfacing non ablativo, pur richiedendo più sedute, consente una ripresa immediata delle normali attività

Il laser frazionato non ablativo si caratterizza per l’invio di microscopiche colonne termiche nel derma, separate da tessuto sano, per indurre una nuova produzione di collagene, tale metodica si usa con successo anche nel ringiovanimento del volto, per migliorare le cicatrici e nelle smagliature.

Il Lumenis ResurFX™ consente un trattamento non ablativo delle cicatrici da acne e i risultati sono visibili dopo alcune sedute.

Agostino Bruno chirurgo estetico foto di Vittorio Carfagna studio fotografico Carfagna

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